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Riportiamo qui una brevissima sintesi della biografia di
alcuni vegetariani famosi nella storia antica,
in quella più recente e in quella... di fantasia.
Vogliamo però sottolineare che la ragione che ci
porta a pubblicare questa breve rassegna non è la
"legittimazione" del vegetarismo, perché non crediamo
che una figura positiva di vegetariano possa legittimare
questa scelta e una negativa delegittimarla. Le ragioni
del vegetarismo sono in sé e per sé qualcosa di
condivisibile o meno, indipendentemente da chi,
nel passato o nel presente, ha seguito e segue
questo stile di vita.
Riteniamo comunque interessante presentare il punto
di vista di personaggi noti, anche per far vedere ai
vegetariani che non sono così soli, e che altre
persone, che sicuramente conoscono data la loro
notorietà, hanno fatto la stessa scelta.
Chi NON fu vegetariano
Prima di iniziare la rassegna, vogliamo sottolineare
che alcuni presunti "vegetariani famosi" non sono stati
affatto vegetariani: tra i personaggi "negativi", possiamo
citare Hitler. Tra quelli "positivi": Benjamin Franklin,
Isaac Newton, Thomas Edison, Albert Schweitzer,
Albert Einstein. Franklin fu vegetariano solo durante
alcuni anni della sua adolescenza. Newton non era
vegetariano, tant'è vero che soffriva di gotta,
la malattia tipica dei forti mangiatori di carne.
Edison, ben lungi dall'essere vegetariano,
utilizzava spesso animali per dimostrazioni
pubbliche sul funzionamento della corrente elettrica.
Schweitzer, secondo la sua biografia, si nutrì
di carne durante l'ultimo decennio della sua vita.
Infine, Einstein non fu vegetariano durante la sua
vita, ma si convinse della validità della
scelta vegetariana solo nell'ultima parte della
sua vita, e fu vegetariano solo per un anno, prima
di morire.
Riguardo al presunto vegetarismo di Hitler, rimandiamo
al breve saggio scritto da Rynn Berry, studioso del
vegetarismo nella storia.
Schede biografiche di vegetariani famosi
Pitagora (569 a.C. - 475 a.C.)
Noto ai più per le sue scoperte in campo matematico, Pitagora è
anche il capostipite (almeno per quanto riguarda l'occidente) del
movimento vegetariano. In effetti prima della creazione del
neologismo "vegetariano" (avvenuta nel XIX secolo) chi
preferiva una dieta senza carne veniva in genere indicato come
"Pitagorico".
Come spesso accade per le figure dei periodi più remoti, non ci sono dati precisi sui primi anni della sua vita. Si suppone che dopo aver studiato con grandi pensatori del periodo, come Talete e Anassimandro, abbia trascorso circa quindici anni viaggiando (e soprattutto studiando) in Egitto e in Persia, approfondendo le proprie nozioni di matematica, astronomia, numerologia e studio delle religioni.
Non potendo tornare alla sua nativa Samo (caduta nel frattempo
sotto il governo del tiranno Policrate), Pitagora preferì
trasferirsi a Crotone, dove si stabilì nel 529 a.C.
Quivi fondò una società completamente dedicata allo studio e alla
ricerca della saggezza (anche il termine Filosofia sembra sia
stato inventato da Pitagora) i cui discepoli rifuggivano il
materialismo come anche il cibarsi di carne. Due elementi che
secondo il fondatore non solo erano riprovevoli dal punto di
vista morale, ma rendevano impossibile dedicarsi pienamente alla
riflessione contemplativa.
E' difficile non notare numerosi parallelismi con le dottrine
induiste, specialmente considerando che Pitagora sosteneva anche
la trasmigrazione delle anime.
Le opere di Pitagora influenzarono il pensiero occidentale per
molti secoli a venire, anche se purtroppo i suoi precetti
vegetariani non ebbero la stessa diffusione del resto dei suoi
insegnamenti.
Plutarco (45 d.C. - 125 d.C.)
Figlio di Aristobolo, filosofo e storico di stirpe Tebana,
Plutarco nacque a Cheronea, una piccola comunità rurale dove
trascorse buona parte della sua vita.
La sua educazione fu affidata alla Accademia ateniese, presieduta
da Ammonio. L'accademia, per certi versi l'equivalente di una
università, era stata fondata quasi cinque secoli prima da
Platone. In essa si mescolavano i precetti pitagorici e
platonici, tra cui il vegetarianesimo.
Dopo un periodo di viaggi che lo videro visitare le capitali del
pensiero del tempo (Roma, Alessandria, l'Asia Minore), Plutarco
decise di dedicarsi alla gestione delle terre di proprietà della
famiglia, e tornato a Cheronea vi fondò una piccola accademia,
simile a quella di Atene, e divise il resto della sua vita tra
l'insegnamento, l'amministrazione dei propri terreni, la cura
della famiglia e la scrittura delle Vite (biografie
delle grandi figure della storia) e i Moralia, trattati
filosofici e dialoghi che conobbero (grazie alla successiva
analisi critica di Montaigne) grande successo nella cultura
europea del XIX secolo.
Gli ideali vegetariani emergono spesso nel corso dei dialoghi e
degli altri scritti filosofici di Plutarco, e furono spesso
tradotti o presi a modello da altri famosi vegetariani che
vennero dopo di lui, come Tolstoi o Shelley.
Leonardo Da Vinci (1452 - 1519)
Figlio illegittimo di Piero Da Vinci (avvocato fiorentino),
Leonardo non poté avere una educazione classica, ma fu avviato
all'apprendistato nella bottega del Verrocchio.
La sua insaziabile curiosità per il "funzionamento" del mondo
fece di lui non solo un artista di grande fama, ma un poliedrico
inventore in grado di spaziare dall'aeronautica all'anatomia,
dalla balistica all'idraulica.
Le origini del vegetarianesimo di Leonardo non sono certe
(secondo alcuni, la principale influenza gli venne da Tommaso
Masini, detto Zoroastro, suo amico di gioventù, vegano ante-litteram
e zelante difensore di ogni specie animale). Quello che
è fuor di dubbio è che Leonardo trascorse tutta la sua vita
adulta come vegetariano. Vegetariano "pubblico", oltretutto,
rifiutando ostentatamente i piatti di carne offertigli alla mensa
dei nobili che lo ospitarono.
Oltre ai numerosi riferimenti in proposito all'interno dei suoi
diari, le sue convinzioni in materia erano talmente note tra i
suoi contemporanei che Andrea Corsali, in una lettera dall'India
datata 1515, per descrivere i precetti strettamente vegetariani
di una tribù locale, li paragona a quelli di Leonardo stesso.
Lev Tolstoi (1828 - 1910)
Nel caso di Tolstoi la scelta vegetariana può essere considerata il culmine di una ricerca etica. Pur considerando che la sua "conversione" avvenne in età abbastanza avanzata (12 ottobre 1875, in seguito ad una discussione con il filosofo americano William Frey, a sua volta ardente difensore degli ideali vegetariani), chi conosce il suo progressivo allontanamento da quelle che erano considerate le attività abituali della nobiltà russa non dovrebbe stupirsi della sua decisione in materia di alimentazione. I suoi motivi erano al tempo stesso politici (la carne era un alimento di costo proibitivo per i contadini russi del periodo) e squisitamente etici (come testimonia anche il saggio "Il Primo Passo", sui mattatoi del tempo).
Gandhi (considerato da Tolstoi il più promettente dei propri discepoli) non avrebbe avuto difficoltà nel riconoscere il valore morale della rinunzia agli agi della propria condizione sociale in favore di uno stile di vita più equo.
Sfortunatamente, i concittadini (e in particolare il resto della famiglia) dell'autore non furono altrettanto comprensivi nei confronti di tali decisioni.
Nonostante gli attriti con la moglie (che insistette sempre per un menu separato per se stessa e per i figli), e la scarsa simpatia tra gli altri proprietari terrieri, Tolstoi ottenne il massimo rispetto, come letterato, filosofo e pensatore, da parte degli esponenti culturali di tutto il mondo. E a testimonianza delle sue invidiabili condizioni fisiche dopo il completo abbandono degli alimenti a base di carne, basti sapere che Cesare Lombroso, che ebbe occasione di visitarlo, rimase estremamente colpito dalla forza dell'uomo che, pur di molti anni più anziano di lui, gli dimostrò "sul campo" come la sua prestanza fisica fosse ben superiore a quella del medico che lo visitava.
Dr. John Harvey Kellogg (1860 - 1951)
Nonostante le origini modeste e la tendenza a svenire alla vista
del sangue, Kellog divenne ben presto uno dei più famosi
chirurghi addominali della propria epoca. Eseguì più di 22.000
operazioni (l'ultima all'età di 84 anni), con una percentuale di
successo incredibile, in un periodo in cui le sale operatorie non
prevedevano nemmeno l'uso di guanti sterili.
Nato e cresciuto tra gli Avventisti del Settimo Giorno, per lui
la scelta vegetariana fu del tutto naturale. Quello che lo
distingue sia dai suoi correligionari che dai suoi colleghi fu lo
zelo con cui dedicò la propria esistenza a diffondere l'idea del
vegetarianesimo come dieta salutare. A suo dire la sua
invidiabile serie di successi non era tanto da attribuire alle sue
capacità di chirurgo quanto alla prassi di mettere i propri
pazienti sotto stretta dieta vegetariana per parecchie settimane
prima e dopo l'intervento.
La necessità di convincere i suoi pazienti a venire a patti con
tale dieta (e il desiderio di ridurre gli effetti dannosi della
dieta carnea tra la popolazione in generale) lo spinse a
sperimentare una grande quantità di prodotti alternativi: fu
Kellog a produrre per primo il burro di arachidi, vari succedanei
della carne (per lo più a base di noci e glutine), e nel 1934
brevettò il primo latte di soia, anche se il suo nome è
mondialmente noto principalmente per i corn flakes.
Walter "Killer" Kowalski (1926 - tuttora in vita)
Figlio di immigrati polacchi, dopo un breve periodo come operaio in uno
stabilimento Ford in Canada, Walter Kowalski iniziò a farsi un nome nei
tornei di lotta libera della sua regione, fino ad abbandonare
completamente la professione di elettricista per dedicarsi a tempo pieno
allo sport.
Agli inizi degli anni '50, la lotta libera in USA aveva già iniziato ad
assumere le caratteristiche di spettacolarità che tuttora la
contraddistinguono, con lottatori noti soprattutto per le capacità
istrioniche e gli stravaganti costumi.
In questo variopinto mondo, Kowalski, che era comunque un individuo
fisicamente imponente e un lottatore dotato, assunse il ruolo di "cattivo"
(il soprannome "Killer" gli fu imposto dal pubblico nel corso di un
incontro in cui il suo avversario perse un orecchio).
Nonostante la sua fama (e la sua serie di vittorie che continuarono fino
al suo ritiro dal ring, avvenuto nel 1978) Kowalski aveva abitudini e
comportamenti del tutto sorprendenti per chi lo conosceva solo come
personaggio sportivo.
Fin dall'adolescenza aveva nutrito un grande interesse per lo spiritismo
e le discipline teosofiche, ed essendo rimasto molto colpito dalle
critiche alla dieta carnivora contenute nei testi dei teosofisti,
risolse all'età di 21 anni di rinunciare definitivamente a nutrirsi di
qualsiasi tipo di carne. Nonostante l'opposizione di manager, medici e
amici, che gli pronosticavano un brusco calo delle capacità fisiche,
Kowalski non accusò alcun problema, e tuttora, nella scuola per
lottatori professionisti che ha fondato a Salem, consiglia ai suoi
allievi di diventare vegetariani.
I Beatles (Contemporanei)
Il quartetto musicale di Liverpool non ha bisogno di grandi
presentazioni. Tutti
conoscono l'enorme influenza esercitata dai quattro sulla scena
musicale e culturale
a partire dagli anni '60 in poi.
La conversione al vegetarianesimo avvenne grazie al crescente
interessamento per
la musica e la cultura indiana da parte di George Harrison,
che era rimasto
ammaliato dal suono del sitar nel corso delle riprese del
film "Help!" (la cui
vicenda comprendeva alcuni scherzosi riferimenti alla cultura indiana).
Il progressivo interesse per la musica e la cultura indiana da parte
di George
culminò (nel 1968) con un periodo di riflessione e studio a
Rishikesh, in India,
presso lo Yogi Maharishi Mahesh.
Nel corso del loro ashram (ritiro spirituale), tutti e quattro
i componenti del
gruppo, accompagnati dalle rispettive partner, seguirono
scrupolosamente i precetti
dello yogi, e per tutta la durata del ritiro seguirono
una stretta dieta vegetariana.
Con la sola eccezione di Ringo, che tornò alle abitudini
alimentari originali
poco dopo il rientro in Inghilterra, gli altri componenti
del gruppo rimasero
fedeli alle abitudini vegetariane, e anzi, nel caso di
Paul McCartney, dopo un
inizio piuttosto tiepido (per un certo periodo oscillò tra
vegetarianesimo e
alimentazione carnea) l'impegno vegetariano aumentò
progressivamente nel tempo,
tanto da fare di lui e della sua compagna Linda
(purtroppo scomparsa recentemente) due tra i più ardenti
testimonial di questa scelta di vita.
Lisa Simpson (Contemporanea)
Nata a Springfield, negli USA, la secondogenita della
famiglia Simpson si è
sempre distinta per l'interesse verso la filosofia,
le arti e l'impegno sociale.
Lisa si è convertita al vegetarianesimo il 15 ottobre
del 1995, per motivi
etici, dopo una visita allo zoo di Springfield.
Inizialmente osteggiata dalla famiglia (e particolarmente
da Homer, suo padre)
Lisa ha finalmente trovato il modo di conciliare le proprie
convinzioni grazie
all'esempio di Paul e Linda McCartney, che le furono
presentati da Apu
Nahasapeemapetilon, un negoziante di origine indiana
del suo quartiere, a sua
volta ardente vegano.
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