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| 2.1: "Carne bianca", o essere
senziente che soffre la prigionia? |
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| 2.2: Nella loro angusta prigione
in attesa di venire macellati. |
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Per
nutrire tutti
Se tutti diventassero
vegan potrebbero rendersi disponibili risorse alimentari
sufficienti a nutrire l'intera popolazione mondiale.
Il motivo è semplice. Gli allevamenti consumano
enormi quantità di vegetali che gli animali convertono
in carne, latte e uova. Ma questo processo di trasformazione
comporta una grande perdita delle proteine e dell'energia
contenute nei vegetali: la maggior parte serve semplicemente
a sostenere il metabolismo degli animali e non si converte
in tessuti commestibili. Insomma, se i vegetali fossero
destinati direttamente al consumo umano, potrebbero
sfamare un numero più alto di persone. Solo un
esempio. Se destiniamo un ettaro di terra all'allevamento
bovino otteniamo in un anno 66 Kg di proteine; se invece
ci coltiviamo la soia abbiamo un raccolto di 1848 Kg
di proteine: 28 volte di più!
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2.3: Lo stesso inferno è riservato
anche ai conigli di allevamento
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| 2.4: Un allevamento di polli.
Per massimizzare i profitti gli allevatori affollano le
gabbie all'inverosimile. |
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La
dieta vegetariana può nutrire un numero molto più
alto di persone rispetto a una dieta onnivora. Ecco gli
esseri umani che, secondo una stima fatta dal Professor
Peter Ulvin basandosi su statistiche della FAO (Food
and Agricultural Organization) dell'ONU, possono essere
sfamati con differenti tipi di alimentazione:
-
6.3 miliardi di persone con una dieta vegan
-
3.2 miliardi con il 25% di prodotti animali nella dieta
Naturalmente la fame nel mondo è un problema
complesso, legato alla ingiusta distribuzione del cibo
e non solo alla sua produzione, ma è innegabile
che diventare vegan significa risparmiare risorse a
favore delle popolazioni affamate.
Un rapporto della FAO indica i seguenti problemi ambientali
causati dagli allevamenti:
- riduzione della biodiversità e danni all'ecosistema
- erosione del terreno e riduzione della quantità
di acqua
- effetto serra e contaminazione delle acque con
azoto, fosforo e pesticidi
- piogge acide e contaminazione del terreno con metalli
pesanti
Negli allevamenti le deiezioni animali vengono raccolte
in lagune artificiali che possono inquinare le acque.
Le deiezioni di polli e maiali spesso finiscono nelle
acque e contribuiscono alla crescita di organismi patogeni
che avvelenano gli esseri umani e uccidono milioni di
pesci. Anche la pesca industriale danneggia gravemente
l'ecosistema marino.
Vegan Outreach - Associazione animalista
Tratto da: Why Vegan, 2000
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2.5: I polli e tacchini allevati "a
terra" non vivono una vita migliore...
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| 2.6: La garanzia del
profitto per gli allevatori vale molto più della
garanzia di una vita decente per gli animali. |
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Per
difendere l'ambiente
Se è necessaria
meno terra per sfamare un vegan è chiaro il minore
impatto ambientale di questa scelta alimentare. Non
si devono abbattere foreste per creare nuovi pascoli,
si deve usare meno energia per coltivare i campi (con
la riduzione dell'emissione di gas che provocano l'effetto
serra), meno pesticidi e meno fertilizzanti. Solo qualche
dato. Nella foresta Amazzonica l'88% dei terreni disboscati
è adibito a pascolo e dal 1960 un quarto delle
foreste dell'America centrale sono state abbattute per
creare spazio agli allevamenti. Ogni 16 Kg di cereali
e soia dati agli animali producono 1 Kg di carne; il
resto del "prodotto", composto principalmente di escrementi,
finisce nei fiumi. Una persona che segue uno stile di
vita vegan risparmia, ad esempio, 0,5 ettari di alberi
in un anno.
Gli allevamenti intensivi sono una minaccia per
la Terra. Inquinano l'ambiente e consumano enormi quantità
d'acqua, cereali, petrolio, pesticidi e farmaci. I risultati
sono disastrosi.
David Brubaker - Scienziato - Johns
Hopkins University
Tratto da: Environmental News Network, 20/09/99
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