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| 4.1: Corpi di pulcini gettati
nella spazzatura: questa è la sorte inevitabile
dei pulcini maschi nati dalle galline ovaiole. |
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| 4.2: Con questa macchina, negli
allevamenti viene tagliato il becco ai pulcini... |
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| 4.3: Il becco viene tagliato per
impedire che, da adulti, nelle gabbie sovraffollate gli
animali si feriscano tra loro. |
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No
alle uova
Anche la produzione di uova
comporta la morte delle galline e dei pulcini maschi.
Le galline vivrebbero quindici anni, ma negli allevamenti
sono sgozzate appena il numero di uova prodotte diminuisce
(di solito a due anni) per diventare carne di seconda
scelta. Chi consuma le uova incentiva quindi anche la
produzione di carne, oltre che la morte e lo sfruttamento
intensivo di questi animali. I pulcini maschi, inutili
al ciclo produttivo, vengono buttati vivi in un tritacarne
per diventare mangime, soffocati o semplicemente lasciati
morire accatastati in grandi mucchi.
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| 4.4: Galline ovaiole allevate
in batteria. Si noti la sporcizia ovunque. |
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| 4.5: Solo la libertà permette
agli animali di soddisfare i loro bisogni etologici. |
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No
al latte
Non molti lo sanno
ma anche le mucche e i vitellini sono uccisi nel processo
di produzione del latte. Le mucche vivrebbero venti
anni, ma negli allevamenti sono macellate quando la
loro produzione di latte diminuisce, in genere dopo
cinque-sei anni. I vitellini, strappati alla madre subito
dopo la nascita, sono destinati al mattatoio a pochi
mesi di vita (carne di vitella) o fatti ingrassare per
essere macellati dopo due anni (carne di manzo). Le
mucche sono inseminate artificialmente: se non mettessero
al mondo i vitelli destinati al macello non produrrebbero
latte. Inoltre sono geneticamente selezionate per aumentare
la loro produttività, anche se questo induce
negli animali tare genetiche che causano loro grandi
sofferenze. I vitellini sono isolati in box, legati
a catena, sottoposti a una dieta carente di ferro che
li rende deboli e anemici: così viene prodotta
la carne bianca tanto apprezzata dai consumatori. Ecco
perché i vegan rifiutano latte e derivati. Non
importa se il formaggio contenga o meno caglio animale
(ottenuto dallo stomaco degli animali macellati): i
latticini, anche se biologici, derivano comunque da
un ciclo produttivo che prevede la sofferenza e la morte
degli animali.
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| 4.6: Vitellino separato
dalla madre e allevato per la produzione di carne dal
caratteristico colore pallido causato dall'anemia indotta
nell'animale. |
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| 4.7: Vitellino nutrito dalla madre.
La maggior parte dei vitelli viene alimentata con mangimi e latte in polvere
annacquato in sovrappiù,
non si nutre direttamente del latte della madre.
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L'industria della vitella è una
diramazione dell'industria casearia. I produttori devono
assicurarsi che le mucche da latte abbiano una gravidanza
ogni anno, per mantenere la lattazione. I piccoli vengono
tolti alla madre subito dopo la nascita, un'esperienza
che è tanto dolorosa per la mucca quanto terrificante
per il vitello. Spesso la madre manifesta i propri sentimenti
con incessanti richiami e muggiti, che durano per giorni
dopo che le è stato tolto il piccolo. Alcune
vitelle allevate con sostituti del latte, rimpiazzeranno
le mucche quando arriveranno all'età, all'incirca
due anni, in cui può iniziare la produzione del
latte. Altri vitelli vengono venduti a un'età
compresa fra una e due settimane per essere allevati
come bovini da manzo in recinti per l'ingrasso o "feedlots".
I restanti vengono venduti ai produttori di vitella,
i quali dipendono dall'industria casearia anche per
la dieta lattea che viene somministrata ai vitelli per
mantenerli anemici.
Peter Singer - Filosofo
Tratto da: Liberazione Animale, 1991
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| 4.8: Questa mamma gallina può
razzolare libera coi suoi pulcini, senza essere costretta
in gabbia. |
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