di Virginia Messina, M.P.H., R.D.
Traduzione a cura di Sonia Salvi e Luciana Baroni
Fonte: www.vrg.org/journal/diabetes.htm
The Vegetarian Resource Group
Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel fascicolo
di Gennaio/Febbraio 1990 (Vol.9 n.1) del Vegetarian Journal, pubblicato da:
The Vegetarian Resource Group - P.O. Box 1463 - Baltimore, MD 21203 -
(410) 366-VEGE.
Contenuti dell'Articolo:
Questo articolo è dedicato ai vegetariani che abbiano appena sviluppato un Diabete ed ai
diabetici che desiderino avvicinarsi alla dieta vegetariana. Se siete diabetici, in particolar modo
di recente insorgenza, dovete per prima cosa cercare di pianificare la vostra dieta con l'assistenza
di un nutrizionista.
La prima descrizione di una dieta per il Diabete risale circa al 1550 a.c. in Egitto; essa suggeriva
l'uso di "chicchi di frumento, farina d'avena fresca, uva, miele, bacche e birra dolce" ed era, in altre
parole, una dieta con alto contenuto di carboidrati. Comunque, alla fine del 18° secolo, un medico
Britannico raccomandava: "cibo animale e riposo, con totale astinenza da ogni tipo di cibo vegetale".
Praticamente ogni tipo di dieta collocata tra questi due estremi è stata, di volta in volta,
raccomandata. Le nostre conoscenze su quella che costituisce il tipo di dieta migliore per il Diabete
sono in continua evoluzione. Ciò che sappiamo con certezza, cosa già nota ai nostri
antenati, è che la dieta è importante nel controllo di questa malattia.
Il Diabete, più propriamente Diabete Mellito, è caratterizzati dall'incapacità
di metabolizzare il cibo in maniera corretta. La maggior parte di ciò che mangiamo viene digerita
e convertita in Glucosio (lo zucchero che troviamo nel sangue). Il Glucosio, veicolato nel circolo
ematico fino ai vari organi, viene poi trasportato all'interno delle singole cellule, per le quali
rappresenta una fonte energetica (per i processi cellulari, NdT). La maggior parte dei tessuti
dell'organismo richiede la presenza di Insulina, un ormone (prodotto dal pancreas, NdT), per permettere
l'ingresso del Glucosio nelle cellule. Nei diabetici l'Insulina può essere assente o presente ma
in quantità insufficienti (nel Diabete Mellito di tipo I od Insulino-Dipendente, IDDM, NdT) o
inefficace (nel Diabete Mellito di tipo II o Non-Insulino-Dipendente, NIDDM, dove i tessuti sono
resistenti all'azione dell'Insulina, situazione denominata di Insulino-resistenza, NdT).
Di conseguenza le cellule non possono procurarsi abbastanza Glucosio. Ne risulta un accumulo di Glucosio
nel sangue, situazione denominata Iperglicemia.
Gli effetti a breve termine dell'Iperglicemia (situazione denominata Scompenso Diabetico, NdT)
comprendono sete, poliuria, astenia generalizzata, difficoltà nella concentrazione, perdita di
coordinazione e offuscamento della vista. Quando i livelli di Glucosio nel sangue sono molto alti
è possibile giungere alla perdita di coscienza (coma diabetico, NdT).
Il Diabete è una malattia che implica molti più problemi per l'organismo della sola
Iperglicemia. Gli effetti della malattia sono a lungo termine, a volte inspiegabili e potenzialmente
devastanti. Spesso i diabetici presentano anche elevati livelli ematici di lipidi (Colesterolo e
Trigliceridi) e presentano un maggior rischio di sviluppare arteriosclerosi od occlusione delle arterie.
Il Diabete non trattato comporta un rischio maggiore di attacchi di cuore, ictus e problemi alla vista,
fino alla cecità. Alcuni esperti ritengono che le complicanze a lungo termine del Diabete possano
essere il risultato dello stato di Iperglicemia protratto per anni.
Per quanto il quadro possa apparire avvilente, ci sono buone notizie sulla gestione clinica del
Diabete. Questa malattia può essere mantenuta in buon controllo ed uno sguardo alla dieta
raccomandata ai diabetici ci può aiutare a comprendere perché i vegetariani possano
essere avvantaggiati nel controllo metabolico della malattia.
Gran parte della confusione sul Diabete è legata al fatto che con questo nome vengono di
norma indicate due malattie fondamentalmente distinte:
Il Diabete di tipo I, denominato Diabete Mellito Insulino-Dipendente (IDDM) un tempo
noto come Diabete giovanile. I soggetti affetti da questa forma di Diabete non sono in grado di produrre
Insulina o ne producono basse quantità. Per questo tipo di Diabete non esiste attualmente alcuna
cura (diversa dalla somministrazione di Insulina, NdT), per quanto una dieta appropriata e l'esercizio
fisico possano ridurre la dose quotidiana necessaria di Insulina (espressa in UI, Unità
Internazionali, NdT).
Il Diabete di tipo II, denominato Diabete Mellito Non-Insulino-Dipendente (NIDDM) un
tempo solitamente chiamato Diabete dell'adulto. Circa il 90% di tutti i pazienti diabetici
rientrano in questa forma. Si stima che l'obesità sia il principale fattore di rischio nel
Diabete di tipo II. Alcune persone affette da Diabete di tipo II producono insufficienti quantità
di Insulina e possono essere quindi trattati con la somministrazione di Insulina. Tipicamente, invece,
questi individui producono Insulina in quantità normale o addirittura elevata, ma le cellule dei
loro tessuti sono resistenti all'azione di questo ormone. Questo tipo di pazienti devono venire trattati
con farmaci denominati "agenti ipoglicemizzanti orali" per ottenere la riduzione dei livelli ematici di
Glucosio. In molti casi la semplice riduzione del peso corporeo può permettere di normalizzare
i livelli glicemici.
Indipendentemente dal tipo di Diabete, la dieta risulta essere un fattore cruciale per cercare di
ottenere livelli glicemici normali in questi pazienti.
Gli obiettivi a cui puntare in una dieta per diabetici sono quattro:
Raggiungere e mantenere livelli normali di glicemia.
I livelli glicemici sono influenzati dal tipo e dalla quantità di cibo consumato e, per
chi fa uso di Insulina, dall'orario dei pasti.
Raggiungere e mantenere un livello accettabile di lipidi nel sangue.
I livelli ematici di Colesterolo e Trigliceridi dei diabetici sono importanti in quanto, come
già accennato, questi soggetti sono ad alto rischio di sviluppare arteriosclerosi e problemi
ad essa correlati.
Fornire un buon apporto nutrizionale.
I fabbisogni nutrizionali dei diabetici sono equivalenti a quelli di tutte le altre persone.
Mantenere un peso corporeo adeguato.
Questo è un punto particolarmente importante per i diabetici di tipo II, molti dei quali
sono in sovrappeso. L'obesità è un fattore di rischio molto importante per il
Diabete.
In base agli obiettivi elencati, i principi cardine sui quali articolare una dieta per diabetici
sono i seguenti:
Ridotto contenuto in grassi, in particolare i grassi saturi.
Questo è il principio più importante nella dieta per diabetici. I cibi ad elevato
contenuto in grassi sono anche ipercalorici, e dunque contribuiscono allo sviluppo di obesità.
Inoltre le diete ricche di grassi (in particolare saturi), sono associate all'arteriosclerosi.
Elevato contenuto in carboidrati.
Molte persone si stupiscono nell'apprendere che i diabetici possono - e devono - consumare amidi
quali patate, pane, pasta, e legumi. Una dieta ricca di carboidrati complessi aiuta a controllare i
livelli glicemici. L'American Diabetic Association raccomanda che almeno il 55-60% delle
calorie consumate provenga da carboidrati.
Elevato contenuto in fibre.
Pare che le fibre, come descritto di seguito, siano particolarmente efficaci nel normalizzare la
glicemia e nell'abbassare la lipemia.
La questione più controversa nel campo degli Studi sul Diabete, negli ultimi 10 anni, è
stata quella riguardante l'effetto delle fibre sulla glicemia. Le fibre sono contenute solamente nei cibi
di origine vegetale e sono totalmente assenti in quelli di origine animale. Alcuni Ricercatori sono
riusciti a dimostrare che il livello totale di carboidrati complessi (amido e fibre) sarebbe più
importante di quello delle sole fibre. In verità, molti Studi hanno dimostrato che, quando il
livello di carboidrati venga mantenuto costante, variazioni nel livello di fibre non sarebbero in grado
di provocare effetti sulla glicemia. Comunque la maggior parte degli Studi è a favore di un ruolo
positivo delle fibre sulla regolazione dei livelli glicemici.
Le fibre alimentari si dividono in due tipi. Fibre insolubili, che hanno un basso impatto sulla
glicemia. Le fibre solubili, invece, sono state messe in relazione nei diabetici con un miglior controllo
glicemico e con un abbassamento della colesterolemia. Nella Tabella che segue sono riportate le fonti
migliori di fibre solubili.
Qual è il livello di fibre consigliato in una dieta per il diabete? Sono state proposte
differenti quantità. L'American Diabetes Association ne raccomanda 40 grammi al giorno. Per
dare un'idea di questa quantità, il consumo medio di fibre della popolazione Americana è
tra i 10 ed i 15 grammi al giorno. L'American Diabetes Association non raccomanda una specifica
quantità di fibre solubili.
Il comitato di esperti del National Institute of Health Consensus Development, Conferenza
su dieta ed esercizio fisico nel NIDDM (Diabete Mellito Non-Insulino-Dipendente) ha concluso che non
ci sono evidenze cliniche dirimenti che supportino un incremento della quantità di fibre nella
dieta per diabetici. Comunque, il dott. James Anderson, le cui ricerche hanno aiutato a stabilire il
ruolo delle fibre nel controllo del Diabete, raccomanda l'assunzione di quantità di fibre molto
elevate. Egli afferma che la dieta "ideale" per un diabetico dovrebbe includere almeno 70 grammi di
fibre alimentari al giorno. Alcuni specialisti suggeriscono cautela nell'uso di diete troppo ricche
di fibre. Alcune ricerche hanno infatti mostrato che le fibre alimentari, se consumate a livelli troppo
elevati, tendono a legarsi a minerali come il Ferro o il Calcio, (ostacolandone l'assorbimento, NdT)
rendendoli inutilizzabili per l'organismo.
In definitiva, anche se non vi è ancora consenso unanime sulla quantità di fibre da
assumere giornalmente con la dieta, gli Specialisti concordano sul fatto che molti Americani non ne
consumino abbastanza. I vegetariani, grazie alla loro dipendenza dai cibi di origine vegetale, possono
facilmente ottenere questo raccomandato aumento di fibre nella dieta. Un sistema eccellente per aumentare
l'apporto di fibre alimentari consiste nel sostituire i cibi non contenenti fibre, come carne, formaggio
ed uova, con cereali e legumi. Se una dieta ricca in fibre è difficile da applicare per molti
Americani, essa è insita nello stile di vita della maggior parte dei vegetariani.
Crusca di avena secca o cotta
Farina di avena cotta
Piselli Black eyed
Fagioli Kidney
Fagioli Pinto
Piselli Split
Burro di fagioli
Lenticchie
Piselli freschi
Patate al forno con buccia
Cavoletti di Bruxelles
Mais
Zucchine
Prugne
Albicocche
Banane
More
Orzo
Nota: Il dott. Anderson, dell'Università del Kentucky, ha raccolto i dati completi
sulla quantità totale di fibre solubili nei cibi sopra indicati. Tuttavia, poiché tra
gli Esperti in materia non vi è ancora accordo sui dati riguardanti le fibre solubili ed
insolubili nei cibi, abbiamo preferito non includere nella tabella la quantità di fibre
per porzione.
E' piuttosto facile aumentare l'assunzione di fibre solubili. Assicuratevi di includere
giornalmente nella vostra dieta una porzione di legumi - essi rappresentano la migliore fonte di
questo tipo di fibre, ed i piselli Black eyed sono i migliori fra le leguminose! Il tofu non è
importante, poiché non contiene la parte fibrosa della soia. Provate ad usare la crusca di avena
(vedere l'articolo di Bobbie Hinman sul Vegetarian Journal del Marzo 1989). Sostituite
¼-½ della farina nei prodotti che cucinate a forno con crusca di avena integrale.
Il risultato sarà un cibo più pesante ma delizioso. Mangiate più bacche.
Provate con cereali e pane. La farina di orzo e di grano ha più fibre solubili del riso
integrale.
I diabetici possono assumere zucchero? E se sì, quanto ne possono consumare?
Storicamente è sempre stato consigliato ai diabeti di evitare tutti i tipi di zucchero.
Questo perché gli zuccheri hanno una struttura chimica semplice e vengono digeriti ed assorbiti
molto velocemente. Si pensava che questo potesse causare drammatici aumenti della glicemia. Studi
recenti hanno dimostrato che i cibi ricchi di zuccheri non sono così pericolosi per i diabetici
come un tempo si reputava. Molti Studi hanno dimostrato che il Saccarosio (il comune zucchero da tavola)
se consumato all'interno di un pasto, non provoca aumenti della glicemia maggiori rispetto a molti
amidi.
Ciò significa che una dieta per diabetici non deve prevedere restrizioni nel consumo di
zuccheri? Non necessariamente. Da un lato alcuni Studi hanno mostrato che il consumo di zuccheri
da parte dei diabetici è correlato all'aumento dei livelli di un tipo di lipidi, i Trigliceridi,
nel sangue. Per quanto non ci sia ancora accordo sul preciso significato di un aumento della
trigliceridemia, non appare prudente esagerare con il consumo di zuccheri.
La cosa più importante è che i cibi ad elevato contenuto di zuccheri sono spesso
ricchi anche di grassi saturi e calorie, nonché poveri in altri principi nutritivi. Per questa
ragione i diabetici - come chiunque altro - farebbero meglio a ridurre al minimo il consumo di dolci.
La Conferenza del National Institute of Health Consensus Development su dieta ed esercizio
fisico nel NIDDM stabilisce che al massimo il 5% delle calorie totali debba provenire dagli zuccheri.
Ciò significa che una persona che segua una dieta da 1500 calorie, di cui il 60% debba provenire
dai carboidrati, può concedersi approssimativamente due cucchiaini e mezzo di zucchero (=tsp).
Per quanto questo possa apparire un quantitativo di dolcificante ridottissimo, i diabetici apprezzeranno
la possibilità di introdurre qualche dolce nella dieta.
I diabetici dovrebbero limitare l'uso di alcool. Le bevande alcoliche sono ricche di calorie e
contribuiscono con un ridottissimo valore nutrizionale alla dieta.
Il vostro medico potrà permettervi un uso di bevande alcoliche solo occasionale.
Se bevete alcool tenete a mente i seguenti consigli.
- Siate certi di consumare sempre cibi solidi quando bevete.
- Quando avete bevuto potrebbe essere difficile riconoscere una crisi ipoglicemica da eccesso
di Insulina.
- Se seguite una dieta che utilizzi le Liste di Scambio, tenete conto dell'alcool usando le
seguenti linee guida:
12 oz di birra normale 1 pane + 2 grassi
12 oz di birra leggera 2 grassi
1 -1/2 oz di alcool distillato 2 grassi
3 -1/2 oz di vino secco 1-1/2 grassi
Esso è particolarmente importante per i diabetici di tipo II. Le ricerche mostrano che
l'esercizio fisico regolare può aiutare ad aumentare la sensibilità all'Insulina delle
cellule dell'organismo. Rammentate che uno dei problemi connessi al Diabete di tipo II è il fatto
che in esso le cellule non sono sensibili all'Insulina (Insulino-resistenza, NdT). Perciò i
diabetici che praticano attività fisica possono mantenere più facilmente in range
i valori della glicemia. Tale risultato è evidente solo quando l'allenamento venga condotto
regolarmente. L'esercizio fisico ha altri benefici, quali aumentare l'efficienza cardio-vascolare e
favorire la riduzione del peso corporeo. Entrambe queste azioni vanno a vantaggio dello stato di salute
del paziente diabetico.
Anche i diabetici che fanno uso di Insulina possono ovviamente praticare esercizio fisico. Dovranno
comunque prendere alcune precauzioni. Se l'esercizio è pesante, dovrà essere accompagnato
da un aumento dell'introito di cibo, per evitare l'insorgere di Ipoglicemia (eccessiva riduzione dei
livelli di Glucosio nel sangue). Un dietologo potrà aiutarvi a pianificare spuntini appropriati
nei periodi di attività fisica. Tutti i diabetici dovrebbero consultare il proprio medico prima
di iniziare un programma di attività fisica.
Ci sono due tipi di gravidanza associate al Diabete:
- Diabete Gravidico: è il Diabete che si sviluppa per la prima volta durante una
gravidanza. Solitamente scompare subito dopo il parto. Le donne che sviluppano Diabete Gravidico
sono ad elevato rischio di sviluppare in seguito un Diabete di tipo II.
- Donne già diabetiche da prima della gravidanza: saranno protagoniste di modificazioni
dell'usuale comportamento della glicemia. Se stanno usando Insulina, tipicamente si
verificherà un calo nel fabbisogno di Insulina nella prima metà della gravidanza,
seguito da un aumento del fabbisogno di Insulina nella seconda parte della gravidanza.
Ogni gravidanza con Diabete va trattata come un caso a sé. Le gestanti diabetiche debbono
assicurarsi di assumere adeguate quantità di calorie, consumare piccoli pasti frequenti,
controllare frequentemente la glicemia e seguire i consigli del loro medico. Diete vegetariane ben
pianificate sono appropriate a gestanti diabetiche.
Il Diabete che insorge nell'infanzia è quasi sempre il tipo Insulino-Dipendente (tipo I) e
deve essere trattato con iniezioni di Insulina. La dieta per bambini diabetici dovrà fornire
calorie, grassi e nutrienti in quantità equilibrate per poter assicurare una crescita adeguata,
oltre che per mantenere controllata la glicemia.
Per questi bambini è particolarmente importante pianificare la dieta con l'aiuto di un
dietologo. Una dieta basata su cibi vegetali dovrebbe fornire ai bambini diabetici tutti gli elementi
necessari sopra descritti e risultare allo stesso tempo accettabile per bambino.
L'Indice Glicemico rappresenta la misura della risposta della glicemia all'assunzione di un
particolare cibo. Il consumo di un cibo con un valore di Indice Glicemico alto produrrà
un innalzamento significativo della glicemia. In teoria, il mantenimento di normali livelli glicemici
sarebbe facilitato dal consumo di cibi con un Indice Glicemico basso.
Per quanto sia interessante, molti nutrizionisti ritengono che l'Indice Glicemico sia di scarsa
utilità. Da un verso, in esso si mettono in relazione quantità equivalenti di cibo invece
che porzioni equivalenti. In secondo luogo, quando i cibi vengono serviti come parte di un pasto che
comprenda altri cibi, questo Indice si modifica drammaticamente. Ad esempio, un pasto a base di sole
carote, provocherà l'innalzamento della glicemia, mentre un pasto composto da riso integrale,
lenticchie e carote porterà ad una risposta glicemica molto diversa.
Nota degli Editori: Poiché ci sono molte opinioni contrastanti sull'Indice Glicemico,
i nostri dietologi si sono trovati in disaccordo sull'opportunità di inserire questa sezione.
Alla fine abbiamo optato per mantenerla, visto che molta della letteratura popolare fa riferimento
all'Indice Glicemico. Per le stesse ragioni abbiamo invece deciso di non inserire i valori di questo
Indice in quanto attualmente sono considerati di importanza teorica più che pratica.
I diabetici non necessitano di ricette specifiche. Il segreto è scegliere piatti vegetariani
poveri in grassi e ricchi in fibre. Molte ricette vegane ottengono pienamente questo scopo, occorre
invece fare attenzione a quelle lacto-ovo-vegetariane. Uova, latte intero e formaggio forniscono
elevate quantità di grassi saturi e non contengono fibre.
Poiché la dieta per diabetici è una dieta povera in grassi saturi e Colesterolo,
cercate libri di cucina che enfatizzino la cucina senza grassi. Di seguito forniamo alcuni testi
consigliati per iniziare.
Eat Smart for a Healthy Heart Cookbook, Copley and Moore, Barrons, Woodbury, N.Y., 1987.
Hardcover, $18.95
Dr. Anderson's HCF Diet: The New High-Fiber Low-Cholesterol Way to Keep Slim and Healthy,
Anderson, J. Available from HCF Diabetes Foundation, Box 22124, Lexington, KY 40522.
Softcover, $5.00.
Low-Fat Cooking, Foley, L. (ed), Meredith Corporation, Des Moines, IA. Hardcover, $6.95.
The Quick and Delicious Low-Fat, Low-Salt Cookbook, J. Williams and G. Silverman,
Perigee Books, N.Y.C., N.Y. Softcover, $8.95.
The American Heart Association Cookbook, R. Eshleman, M. Winston, Ballantine Books,
N.Y.C., N.Y.
The Oats, Peas, Beans and Barley Cookbook, E. Cottrell, Woodbridge Press,
Santa Barbara, CA.
Jane Brody's Good Food Book, J. Brody, Bantam Books, softcover $12.95.
Se voi stessi o qualcuno che conoscete è diabetico, avrete probabilmente sentito parlare
delle "Liste di Scambio" per la pianificazione dei pasti. Si tratta di uno strumento di pianificazione
della dieta utilizzato da molti Diabetici di tipo I per ottenere un profilo equilibrato dei pasti
giornalieri. Per chi fa uso di Insulina, è importante l'apporto di una consistente quantità
di calorie e carboidrati ad ogni pasto.
La "Lista di Scambio" contiene 6 gruppi di cibi (amidi, carne - o proteine -, verdura, frutta, latte
e grassi). Ad ogni pasto è previsto un certo numero di porzioni per ognuno di questi gruppi.
Uno sguardo veloce a queste Liste ci mostra come, mentre il loro uso per i lacto-ovo-vegetariani
è piuttosto semplice, esse si rivelano di utilizzo più complicato per i vegani.
Questo fatto rappresenta un limite delle Liste e non della dieta vegana. Le Liste si basano sulle
abitudini della popolazione media onnivora e non rappresentano l'unico modo per raggiungere un
controllo metabolico del Diabete. I diabetici vegani possono utilizzarle modificandole in alcuni
punti e dovrebbero attenervisi sotto la guida del proprio medico di fiducia.
Diabetici Vegani: dovrebbero sostituire il latte di soia al 2% del latte vaccino, nelle
sostituzioni del latte. Se poi non usate il latte di soia, potrete eliminare direttamente la sezione
relativa al latte dalla pianificazione dei pasti e usare solo le rimanenti 5 sezioni. Assicuratevi
di includere nella dieta una quantità di tofu sufficiente (ottenuto con il Solfato di Calcio
come coagulante) e verdure a foglia verde per assicurare un adeguato apporto di Calcio.
Scambi per cibi specificamente Vegetariani
ALIMENTO PORZIONE SCAMBIO
Lievito di birra 3 cucchiai 1 pane
Farina di carruba 1/8 tazza 1 pane
Kefir 1 tazza 1 latte + 1 grassi
Loma Linda Veggie Links 1 oncia 1 carne grassa
Morningstar Farms Grillers 1 oncia 1 carne grassa
Miso 3 cucchiai 1 pane + 1/2 carne magra
Alghe cotte 1/2 tazza 1 verdura
Farina di soia 1/4 di tazza 1/2 carne magra + 1/2 pane
Granulato di soia integrale 1/8 di tazza 1 carne magra
Latte di soia 1 tazza 1 latte + 1 grassi
Tahini 1 cucchiaino 1 grassi
Tempeh 4 once 1 pane + 2 proteine
Germe di grano 1 cucchiaio 1/2 pane (se ne usate grandi quantità,
potreste aver bisogno di aggiungere
1 grassi. Parlatene col vostro dietologo)
NdT: Si fa presente che l'indicazione di grandezze quali "cucchiaino",
"cucchiaio", "tazza" ecc., non va considerata in modo approssimativo,
ma rappresenta quantità precise, descritte nelle Tabelle di
conversione.
Ricordate che molti diabetici sono Non-Insulino-Dipendenti e che la maggior parte di loro
non necessita di seguire le Liste di Scambio, anche se alcuni di loro possono farlo. Anche se
inseriamo i dati sulle Liste, tenete conto che in molti pazienti il Diabete Non-Insulino-Dipendente
può essere controllato attraverso la programmazione di pasti a basso tenore di grassi e
ricchi di carboidrati ed a contenuto calorico controllato. Questo tipo di diabetici non necessita
di seguire una dieta ferrea che utilizzi il rigido schema delle Liste di Scambio. Consultate il
vostro specialista di fiducia per maggiori informazioni sulla vostra situazione specifica e per
ottenere le Liste di Scambio, se dovete usarle.
Nota per i dietologi: Nella mia esperienza di dietologa, utilizzo i legumi in maniera
diversa rispetto alla prassi delle Liste di Scambio della American Diabetes Association.
Io considero sempre che ½ tazza di legumi corrisponda a ½ scambio di proteine ed 1 scambio
di pane, mentre le Liste la considerano equivalente al solo pane. Per un vegetariano è necessario
apportare questa modifica.
In conclusione, le raccomandazioni per il controllo del diabete includono una dieta povera in grassi,
in particolare quelli animali, per mantenere controllati i livelli ematici di Lipidi ed il peso corporeo
e ricca di fibre e carboidrati, per tenere sotto controllo la glicemia. Sostituendo 6 once (oz) di carne
con una tazza e mezzo (cup) di fagioli, un individuo può ridurre i grassi introdotti con la dieta
di oltre il 10% aggiungendo, allo stesso tempo, 10-25 grammi di fibre alimentari! Con questa semplice
sostituzione eviterebbe di introdurre ben 200 calorie al giorno.
Per quanto pochi Ricercatori oggigiorno raccomandino ai diabetici una dieta vegetariana, è
chiaro che le caratteristiche di una dieta vegetariana si avvicinano maggiormente alle raccomandazioni
dei dietologi rispetto alla tipica dieta americana. I Ricercatori e gli Educatori della nutrizione si
preoccupano che le persone non siano in grado di affrontare i cambiamenti dietetici necessari per
raggiungere una dieta ricca in fibre e carboidrati. Per molti vegetariani questo tipo di dieta è
uno stile di vita. Una dieta vegetariana stretta o lacto-ovo-vegetariana è non solamente
consigliabile ai diabetici, ma può costituire addirittura il pattern dietetico preferibile.
References
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- Bantle JP
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- Anderson JW, Gustafson NJ, Bryant CA, Tietyen-Clark J
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- Snowdon DA, Phillips RL
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- Department of Health and Human Services The Surgeon General's Report on Nutrition and Health, 1988. U.S..
Published Online: 2 Nov 2000 -- Copyright © by SSNV / All rights reserved.
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