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Vestire veg*ano
 

La scelta vegetariana o vegana, quando fatta per ragioni etiche e non di salute, implica anche il seguire un certo stile di vita in tutti gli altri ambiti della nostra vita, non solo in quello strettamente "culinario".

Parti o sostanze di origine animale sono presenti infatti in vari prodotti di uso quotidiano, primi fra tutti i capi d'abbigliamento.

Anche in questo caso non si tratta di nient'altro che un'abitudine, sviluppatasi in secoli di sfruttamento animale. Oggi il mercato dei sottoprodotti della macellazione è una parte importante dell'industria della carne, perché consente di lucrare anche sulle parti non commestibili dell'animale ucciso. Rifiutarsi di sostenere questa industria, dunque, fa certamente parte dello stile di vita veg*ano.

Oggi è sempre più facile vivere da veg*ani senza rinunciare a niente, perché esistono molti materiali che possono sostituire quelli tradizionali derivanti dall'uccisione di animali.

La pelle

La pelle degli animali uccisi nei macelli viene usata per produrre scarpe, borse, giubbotti, e inserti nei vestiti. Mentre è molto facile rinunciare a giubbotti o pantaloni in pelle, e a vestiti con inserti in pelle, per le scarpe è più difficile. Per l'estate non ci sono problemi a usare scarpe o sandali di tela, mentre per l'inverno vi sono due soluzioni: comprare scarpe in similpelle, al mercato (quelle che costano meno sono sicuramente in similpelle!), oppure acquistare le scarpe della Vegetarian Shoes, distribuite in Italia dall'Associazione Progetto Gaia, Milano (www.progettogaia.it), oppure le scarpe in materiale sintetico di Linus, Verona (www.lescarpedilinus.com). Le scarpe della Vegetarian Shoes sono realizzate in Lorica, un sostituto della pelle usato per scarpe, divani, interni di auto. E' morbido e traspirante.

Riguardo alle borse, esiste una varietà infinita di borse e zaini in tessuto, o in gomma.

Un altro materiale usato a volte al posto della pelle, negli inserti dei vestiti, divani, è l'Alcantara. L'Alcantara non è un animale (!), ma un materiale sintetico particolarmente morbido e piacevole al tatto.

La lana

Molti pensano che la lana sia prodotta in maniera naturale e non cruenta. La realtà è molto diversa. Poche settimane dopo la nascita, alle pecore viene tagliata la coda senza anestesia, mentre per gli agnelli si procede alla castrazione.

La tosatura viene praticata senza nessuna cura per gli animali, spesso con mezzi meccanici che provocano dolore e ferite; molte pecore soffrono il freddo e si ammalano perché esposte alle intemperie dopo le tosature eseguite in pieno inverno.

Quando le pecore iniziano a produrre meno lana sono mandate al macello e sostituite con animali più giovani e redditizi.

Pensare di rinunciare alla lana sembra un cosa un po' strana, e difficile, ma in realtà vi sono molti materiali che si possono usare al suo posto: il velluto, che è fatto di cotone; la ciniglia di cotone; la calda flanella; il pile, caldo, morbido e leggerissimo. Ne esiste anche in forma di filato, per cui si possono realizzare maglioni a ferri, proprio come si fa per la lana. E lo stesso vale per la ciniglia.

I piumini

C'è veramente poco di romantico nei morbidi piumoni da letto... quando sono imbottiti di piume d'oca! Lo stesso discorso vale per le giacche sportive. Le piume vengono strappate alle oche senza alcun riguardo, e soprattutto senza anestesia. Lo spiumaggio inizia quando il pulcino ha otto settimane e viene ripetuto ogni due mesi fino a quando la qualità delle piume comincia a risentirne. A questo punto le oche sono uccise per la loro carne, o sottoposte a un altro tormento: per settimane vengono iperalimentate forzatamente, con un imbuto infilato nel becco, affinché il loro fegato si ammali per eccesso di grasso, e poi vengono uccise per la produzione del "paté de foie gras", vale a dire "paté di fegato grasso". Le piume d'oca possono oggi essere facilmente sostituite con imbottitura sintetica, come ad esempio il Fibrefil, sia nei giacconi che nei piumoni da letto.

I prodotti animali nascosti

Leggendo con attenzione le etichette, quando presenti, ma soprattutto informandoci (consultando i siti web dedicati al veganismo) possiamo evitare prodotti con insospettabili componenti di origine animale.

Per esempio: le pellicole fotografiche contengono gelatine animali, molti preservativi contengono sostanze di origine animale, anche alcuni tipi di vino o birra possono contenere prodotti animali, e le colle, i fiammiferi, le vernici...

Questo però non vi deve scoraggiare. Prima di tutto, occorre eliminare dalla propria vita ogni traccia "palese" di prodotti che comportano l'uccisione di animali, e questo è facile, perché queste componenti non sono "nascoste". Arrivare a questo traguardo è già moltissimo, e vale la pena raggiungerlo, perché salva la vita a molti animali. In seguito, si potrà ancora diminuire il proprio impatto facendo attenzione ad altre piccole cose.

I prodotti animali sono così tanto diffusi in ogni oggetto o sostanza che usiamo per il semplice fatto che sono disponibili, non perché siano "necessari". Sono disponibili e a buon mercato perché gli animali vengono uccisi per l'alimentazione umana. Man mano che l'uso di animali per questo scopo diminuirà, inizieranno a diffondersi dei metodi alternativi per ottenere gli stessi risultati senza prodotti animali. Oggi ne esistono già molti, e ognuno di noi potrà contribuire a renderli più usati e diffusi scegliendo di non usare più prodotti che contengono parti di animali.

Tabella materiali KO
Tabella materiali OK

cuoio e pelle

materiali hi-tec: Alcantara, Lorica, Vegetan
coperte di lana coperte di microfibra o di pile
divani e poltrone in pelle divani e poltrone in tessuto o alcantara
candele steariche e di cera d'api candele di paraffina
lana pile, ciniglia di cotone, microfibra
macchina fotografica con pellicola macchina digitale
pelliccia d'animale peluche di cotone
perle pietre
piume imbottitura di cotone e hi-tec
seta tessuti di origine vegetale o sintetica: viscosa

(Parte di questo testo è stato prelevato dalla sezione "Lo stile" dell'opuscolo "Vivere Vegan - La scelta" dell'Associazione Progetto Vivere Vegan - www.viverevegan.org)