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Raccogliamo qui alcune "brevi storie"
di vegani, e precisamente d alcune delle persone che hanno
contribuito in vari modi a realizzare questo CD-ROM
(con contenuti, traduzioni, grafica, consigli,
ecc.). Per farvi un'idea di come stanno le cose
"nella realtà".
MB
I motivi che mi hanno portato alla scelta prima vegetariana e
poi vegana, sono i soliti: non volevo uccidere animali,
da un punto di vista empatico la sentivo come una cosa
sbagliata, e da un punto di vista razionale
non vedevo alcuna ragione logica e onesta per continuare a farlo.
Sono diventata vegetariana a 20 anni, l'avrei fatto anche
prima se avessi conosciuto qualche altro vegetariano
e fossi così stata più confidente nella possibilità reale
di questa scelta. Così non è stato, e ho dovuto farlo da sola.
Peccato, diventadolo prima avrei ucciso meno animali.
Vedo oggi che molti si pongono dubbi sulla salute "Mangerò abbastanza
proteine, e ferro?", ecc., ma devo dire che non sono mai
stata sfiorata da pensieri del genere, perché mi sembrava
palese che i vegetali contenessero tutti gli elementi
nutritivi necessari, come infatti è.
Ovviamente non ho mai avuto problemi di salute, né di
altro genere, l'unico vero problema è stato, almeno
all'inizio (ma anche ora quando conosco una persona
nuova non vegetariana), tenere a bada le critiche
altrui, più o meno maleducate e ostili.
Dopo 9 anni sono diventata vegana, mi spiace di averci
messo così tanto a capire che anche la produzione di
latte e uova uccide animali, ma alla fine ce l'ho fatta :-)
Non posso dire che questa scelta (vegetariana e vegana)
mi faccia sentire una persona migliore, perché sinceramente
non è per un "miglioramento personale" che l'ho fatta,
ma per non uccidere. Questa scelta a me non fa "stare
meglio", perché il mio pensiero va sempre agli animali
che continuano a essere uccisi. Ma cerco di fare
del mio meglio perché ne vengano uccisi sempre meno.
Come? Fornendo ad altri strumenti e informazioni
per diventare vegetariani. Come, ad esempio, questo CD.
MS
Fino al 1989 ero un gran mangiatore di carne, ma nello stesso
tempo sostenevo di amare la natura e gli animali. In effetti
non ho mai pensato, neppure allora, che una mucca avesse
meno diritto di vivere di un cane, un gatto, o un uomo,
tuttavia ritenevo che non si potesse fare a meno
dei prodotti di origine animale per
vivere, convinzione avvalorata da dottori ed "esperti" di
nutrizione
che non avevo mai sentito parlare bene della dieta
vegetariana.
Eppure sapevo che in India la popolazione è in maggioranza
vegetariana,
com'è possibile? Era chiaro quindi che qualcosa non quadrava
nel mio ragionamento e
nelle considerazioni dei nutrizionisti di turno.
Nel gennaio del 1990 finalmente conobbi alcune persone
vegetariane. Bastò semplicemente la loro testimonianza
di vita, al di là di tanti discorsi, a spazzare via
tutti i miei dubbi e a convincermi a diventare vegetariano,
superando così le mie contraddizioni interne, di chi
dice di amare gli animali e poi se ne ciba.
Sono diventato vegetariano e oggi anche io sono qui a
testimoniare che
questa scelta è possibile e auspicabile per tutti, basta
volerlo.
Quando ero onnivoro, consumavo praticamente solo carne.
Quasi non
conoscevo neanche i nomi e i sapori della frutta e della
verdura. Ora mi
si è aperto un mondo nuovo, saporito, colorato e vivace. La
mia tavola
si è arricchita inoltre di un ingrediente fondamentale, la
nonviolenza,
che fa bene allo spirito attraverso la felicità interiore
che deriva
dalla consapevolezza di non arrecare sofferenza ad altri
esseri senzienti,
di non contribuire ad affamare il mondo, né ad inquinarlo a
causa della
produzione di prodotti animali.
Troppo tardi, purtroppo, ho conosciuto persone vegan, quindi
sono
diventato vegan 12 anni dopo essere diventato vegetariano,
ma meglio
tardi che mai!
Ringrazio dal profondo del mio cuore tutte le persone che mi
hanno aperto
gli occhi sull'inferno in cui oggi l'uomo costringe ancora
gli animali, e
spero anch'io di contribuire il più possibile al
cambiamento della morale
corrente che considera ancora gli altri esseri senzienti
come oggetti, e
non come soggetti degni di una vita senza sfruttamento,
sofferenza e morte.
CF
Per 32 anni sono stata onnivora, qualche volta ho provato
scrupoli per la
carne, pensavo alle povere bestie, ma ne giustificavo
l'uccisione.
Pensavo che così la natura aveva stabilito: anch'io un giorno
sarei stata
nutrimento per i numerosi microorganismi che avrebbero
decomposto il mio
corpo, sarei diventata cibo per le piante e così nutrimento
per gli
animali... nel ciclo continuo di morte e rinascita.
Per 32 anni non ho mai assunto un atteggiamento critico nei
confronti di
allevamenti intensivi, trasporti, macelli, sperimentazioni.
Articoli e documentari, che pure avevo avuto la possibilità
di vedere, mi
facevano rabbrividire, ma non mi motivavano ad assumere un
comportamento
coerente.
Invece, la cura per una gattina randagia e, poi, la fine di
una relazione
amorosa in cui il mio interesse per gli animali era del tutto
incompreso,
mi hanno dato la forza e il coraggio di cambiare. Senza
esitazione ho scelto
la dieta vegana: non voglio più mangiare morte e sofferenza;
ho scelto lo
stile di vita vegano: non voglio più vestire morte e
sofferenza. Sono,
adesso, una persona felice. Mi sono riconciliata con la vita,
con tutte le
forme che essa assume e, in qualche modo, anche con la
morte.
MO
"Piangendo sul latte di soia versato"
Sono diventata vegetariana a 41 anni perché, come
dicevo allora, "amavo
gli animali". Sono diventata vegan a 47 anni quando
mi sono accorta che il
mio amore era stato molto selettivo, che, mangiando
uova e bevendo latte,
avevo escluso le galline e le mucche dalla mia
considerazione amorosa. E
che sbaglio! - sono proprio le galline e le mucche,
femmine come me che,
prima di finire come tutti gli altri animali di
allevamento al macello,
vengono supersfruttate e tormentate.
Sono dunque passati dieci anni da quando non mangio
più le mestruazioni di
gallina e/o le secrezioni mammarie di mucca e sono
sempre piu' soddisfatta:
-
da vegan non sono la causa di sofferenza
agli animali non umani;
-
da vegan contribuisco a creare le
condizioni per l'eliminazione
della fame nel mondo (lo stile di vita vegan libera
risorse per dare da
mangiare a tutti anziché consumare una percentuale
sproporzionata di
energia e acqua come si fa nel mondo
industrializzato per produrre carne e i
suoi derivati);
-
da vegan contribuisco alla conservazione
dell'ambiente, inquinando
e consumando meno;
-
da vegan ho migliorato la mia salute (senza
nemmeno subire i
piccoli disagi di un raffreddore o influenza di
stagione e continuando a
donare sangue ogni sei mesi)...
Ho un solo rimpianto: rimpiango di essere diventata
vegan troppo tardi. Non
fate come me: diventate vegan adesso.
LB
Sono finalmente diventata vegetariana dopo aver
conosciuto un "vero"
vegetariano. Da sempre amo moltissimo gli animali,
ma devo ammettere che
fino a quel momento ho decisamente peccato di
incoerenza. Credevo che non
sarei stata in grado non tanto di diventarlo, ma di
rimanere tale. E non
me lo perdono.
Ero così contenta di me stessa che per un po' non
mi sono posta nemmeno il problema del veganismo.
Poi però aprendo un uovo che stavo facendo al
tegame, è uscito il
pulcino morto: è stato terribile, quando vedo le
uova in negozio provo
lo stesso orrore di quel giorno.
Mi sono poi resa conto, grazie anche ai molti
articoli che ho letto
sull'argomento, che stavo mangiando veramente male,
in sostanza mangiavo
poco variato e continuavo tutti i giorni a mangiare
formaggio, che mi piaceva tanto.
Da quando sono diventata vegana, mi sento molto
meglio, in particolare
non soffro più di quelle tremende crisi emicraniche
che mi impedivano di
programmare qualunque minimo impegno futuro, e non
ho più avuto un raffreddore.
Inoltre, mentre all'inizio mangiavo molti legumi
per la solita paura di
carenza proteica, ho poi ridotto l'assunzione di
proteine, privilegiando
frutta, cereali e verdura cruda. Questo mi ha
portato il grosso
vantaggio di non sentirmi mai stanca, di dormire
6-7 ore per notte
svegliandomi riposata, e mi ha permesso di far
fronte senza problemi a tutti i miei impegni.
In questa scelta ha sicuramente contato l'amore per
gli animali, e se il
benessere che provo è legato al miglioramento delle
mie condizioni
fisiche, ora anche la mia coscienza si sente in
ordine, dopo tanto tempo.
DG
Ho scelto di vivere vegan quando sono diventata consapevole della sofferenza
che gli animali umani infliggono agli animali non umani ogni qualvolta che
quest'ultimi sono utilizzati. In ogni allevamento, di qualunque tipo e per
qualunque scopo, gli animali sono manipolati, privati dei loro affetti e
umiliati fino ad essere trattati come esseri inanimati.
Ma gli animali, tutti, umani e non, sono esseri senzienti che provano dolore
fisico e psichico.
Io vegan, consapevole di questo, non farei mai ad un animale quello che il
senso comune dice di non fare agli uomini: allevarli, sfruttarli, venderli,
comprarli, manipolarli, ucciderli.
Ma non sempre la consapevolezza porta alla mia scelta. Molte persone,
troppe, che pure conoscono le sorti degli animali succubi dell'uomo, non
sentono di dover rinunciare ad utilizzarli. E non credono che la sofferenza
di un animale valga quanto quella dell'uomo. Così magari si schierano contro
la caccia e le pellicce ma mangiano la carne del maiale (un animale
particolarmente intelligente e sensibile al pari del "migliore amico
dell'uomo": il cane). Altri diventano vegetariani (o meglio
latto-ovo-vegetariani) perché aborriscono l'uccisione degli animali ma non
vogliono tener conto del fatto che la produzione di latte, uova, lana e
pelle è strettamente collegata alla macellazione degli animali da carne.
Io vegan, consapevole di questo, escludo tutto ciò che deriva dallo
sfruttamento degli animali. Per me è spontaneo, come bere acqua quando ho
sete. Ed è facile. E' facile non mangiare animali, non andare allo zoo, non
comprare prodotti che contengono parti animali o prodotti animali.
E' facile come non mangiare carne umana.
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