- Mangiare carne è naturale.
- Ma allora anche le carote soffrono!
- Anche gli animali si uccidono tra loro per mangiare.
- Ma allora perché dai da mangiare la carne al tuo cane e al tuo gatto?
- Allora dovresti camminare sollevato da terra per evitare di pestare gli insettini.
- E' naturale difendere la propria specie.
Risposte
1. Mangiare carne è naturale.
Che sia o meno naturale, è da dimostrare.
Che cosa significa poi, "naturale", in quale contesto,
tempo e luogo?
Può essere naturale per alcune tribù primitive,
ma, anche in questo caso, solo una piccola parte
della loro dieta sarà basata sulla carne, mentre la
parte più consistente sarà basata su frutta, radici,
bacche, come è successo per i nostri progenitori
(vedi sezione Veg*nismo nella storia).
Noi, però, stiamo parlando di qui e ora. Qui, nei
paesi ricchi. Ora, nel mondo moderno.
Cosa vi è di naturale nell'allevamento di animali,
e nei macelli?
E cosa vi è di naturale, nelle nostre vite?
Anche se l'uccisione di animali per cibarsi delle
loro carni fosse naturale (ma non lo è, perché
gli allevamenti intensivi e le catene di smontaggio
sono quanto di meno naturale possa esistere sulla
Terra), non vediamo motivi per aggrapparsi a questa
"naturalità". Tiriamo in ballo il naturale solo
quando ci fa comodo per giustificare le nostre
abitudini? Possiamo anche farlo, ma non possiamo
fingere che questo sia onesto e coerente.
La nostra è una scelta basata sull'etica, ma anche
sulle ragioni ecologiste (eccola qui, la Natura.
Vi sta a cuore? Non distruggetela con allevamenti
intensivi!), sociali, e salutiste. In sostanza, a
questa domanda abbiamo risposto su tre piani:
- non ha alcuna importanza che sia naturale o meno se la scelta è etica;
- il mangiar carne, così com'è fatto oggi, non ha assolutamente niente di naturale;
- le nostre vite hanno ben poco di naturale, quindi, perché insistere su questo aspetto
solo per tentare di giustificare una scelta carnivora?
Infine: se vi sta tanto a cuore la coerenza e
la "naturalità" (a noi no davvero), seguite il consiglio
dello scrittore Percy Shelley:
"Chi difende il cibo animale dovrebbe costringersi a un esperimento
decisivo per stabilirne la validità... lacerare le carni di un agnello
vivo coi soli denti, e affondare la testa dentro i suoi intestini,
estinguere la propria sete nel sangue fumante; quando,
fresco di questa orribile azione
ritornasse agli irresistibili istinti della natura che
si ergerebbero in giudizio contro di essa, e
dicesse, la Natura mi ha fatto per questo genere
di lavoro. Allora, e solo allora, sarebbe coerente".
2. Ma allora anche le carote soffrono!
Volendo rispondere in modo serio a una affermazione
tanto palesemente disonesta, possiamo dire che:
innanzitutto, i vegetali non hanno un sistema
nervoso, e quindi, anche se sicuramente sono
in grado di reagire agli stimoli esterni, non
possiamo catalogare queste reazioni come sentimenti.
Se anche così fosse, sarebbe un motivo in più per
nutrirsi direttamente di vegetali anziché di cibi
animali, perché per "produrre" carne la quantità
di vegetali usata è molto maggiore di quella
necessaria per il diretto consumo umano (vedi la sezione
Scelta ecologica
della parte Dalla fabbrica alla forchetta).
Inoltre, abbiamo molti dubbi sul fatto che chi pone
questa domanda abbia davvero a cuore la sofferenza
dei vegetali: se è così insensibile da non aver
problemi ad ammazzare animali per cibarsene, quando
gli animali sono palesemente esseri senzienti
che soffrono, perché dovrebbe farsi problemi ad
addentare una carota? Una critica del genere fatta
a un vegano potrebbe essere presa sul serio solo
se provenisse da un fruttariano. Un fruttariano si ciba
solo di frutta, e così facendo non causa né morte,
né danno alle piante, perché la frutta si stacca
dalla pianta in modo naturale.
Chi è veramente interessato alla sofferenza delle
piante, dovrebbe fare questa scelta.
Se l'obiezione è invece sollevata per "dimostrarci"
che non siamo coerenti fino in fondo nella nostra
scelta, lasciateci rispondere "Da che pulpito vien
la predica"! Chi non si preoccupa minimamente di
arrecare sofferenza agli altri può star tranquillo
e non essere accusato di incoerenza perché ogni cosa
che fa è lecita, è la coerenza del menefreghismo.
Chi invece si preoccupa di causare il minor danno
possibile deve essere "perfetto", pena il venir
tacciato di incoerenza. Molto comodo!
Ma lasciateci dire che a noi della coerenza importa
ben poco. Ci importa di fare il più possibile per
minimizzare la sofferenza che arrechiamo, e il fatto
di non poter essere perfetti non è certo una ragione
per indurci a non fare niente del tutto.
3. Anche gli animali si uccidono tra loro per mangiare.
Alcune specie animali ne uccidono altre per cibarsene,
la maggior parte delle specie invece è erbivora (o onnivora,
potendosi nutrire, quando capita, di cibo animale).
Perché dobbiamo prendere ad esempio i carnivori, e non
gli erbivori (frugivori, nel nostro caso), a cui somigliamo di più per conformazione dell'intestino, della dentatura, degli arti?
Inoltre, gli animali veramente carnivori non hanno
scelta. Il leone non può nutrirsi di frutta,
ne morirebbe, e non ha la possibilità di coltivare
cereali e legumi. Noi sì, e abbiamo la possibilità
di scegliere. Quindi la responsabilità è solo nostra,
non della "Natura".
4. Ma allora perché dai da mangiare la carne al tuo cane e al tuo gatto?
Questo argomento è trattato più in dettaglio nella
sezione Nutrire gli animali d'affezione.
Qui ci limitiamo a dire che in effetti non vi è alcun
motivo per dar da mangiare la carne a cani e gatti,
perché loro non hanno più diritto di vivere di
una mucca o di un maiale. E che questo cibo non è
per loro naturale, perché mai, in natura, potrebbero
ammazzare un bufalo o un cinghiale.
Esistono oggi in commercio dei mangimi pronti, del
tutto simili a quelli che normalmente usiamo per
nutrire i nostri animali (e quindi senza alcuna
differenza sostanziale, dal loro e dal nostro punto
di vista), ma di contenuto vegetariano, con gli
opportuni additivi per assicurare una dieta equilibrata.
Non dar loro da mangiare questi cibi, ma continuare
con le tradizionali crocchette di carne, può essere
visto come una scelta "specista" di chi invece
specista non vorrebbe essere, una scelta che può
essere temporaneamente giustificata dal fatto
di non trovare facilmente in commercio alimenti
vegetariani per cani e gatti, o dal rifiuto degli
stessi da parte degli animali (succede anche
cambiando marca degli alimenti non vegetariani),
sapendo però che si tratta di un comportamento
da correggere.
5. Allora dovresti camminare sollevato da terra per evitare di pestare gli insettini.
Rimandiamo per questo alla risposta alla domanda 2.
Aggiungiamo solo che è ben diverso uccidere involontariamente
degli insetti, durante il corso della nostra normale vita,
e imprigionare, torturare e uccidere scientemente
animali capaci di sentimenti.
6. E' naturale difendere la propria specie.
Sì, è naturale difenderci quando siamo attaccati, o
quando una risorsa ci è necessaria per vivere e
non vogliamo dividerla con altri (magari è egoista,
ma è naturale).
Nessuno degli animali che noi alleviamo e
uccidiamo, però, ci attacca, attenta alla nostra
vita, o ci è necessario per vivere.
In quanto alle risorse, siamo proprio noi che le
sprechiamo dandole in pasto agli animali d'allevamento.
La semplice golosità, ingordigia, e inerzia al cambiamento
non sono affatto reazione di difesa, e non possiamo
mascherarle come tali.
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