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3.1: Il sangue
degli innocenti...
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| 3.2: Questi polli sono stati appena
sgozzati e, ancora semi coscienti, finiranno in una vasca
di acqua bollente per essere spennati. |
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| 3.3: Un essere senziente trasformato
dall'ingordigia umana in un pezzo di carne senza vita.
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| 3.4: Lontano dagli allevamenti
e dai macelli la gioia di vivere appare sul volto degli
animali. |
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| Vivere
vegan vuol dire rifiutare tutto quello che deriva dallo
sfruttamento e dalla sofferenza degli animali. Questo
include, oltre a carne e pesce, anche latte, uova, pelle,
lana... Oltretutto la quasi totalità dei prodotti
animali (carne, latte, uova...) in vendita proviene da
allevamenti intensivi, dove gli animali sono rinchiusi
senza nessun rispetto per le loro esigenze fisiologiche
ed etologiche, con il solo scopo di raggiungere la massima
produttività nel minor tempo possibile. Fino al
momento dell'uccisione, in quelle macabre "catene di smontaggio"
che sono i macelli. La morte degli animali è preceduta
dal trasporto lungo ed estenuante fino al mattatoio: stipati
nei camion, senza potersi muovere, bere o mangiare, arrivano
a destinazione in gravissime condizioni di stress, spesso
così debilitati da non riuscire nemmeno ad alzarsi.
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| 3.5: Ancora una catena di smontaggio,
questa volta per i polli. |
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| 3.6: Perché quel sangue
lascia indifferente la mano che lo fa scorrere? |
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| Gli
alimenti di origine animale costano vere e proprie ecatombe.
Non penso che una persona sensibile ai problemi della
sofferenza negli animali di laboratorio possa rimanere
insensibile al trattamento crudele cui sono sottoposti
gli animali di allevamento. Anche la pratica della macellazione
risveglia un senso di ripugnanza.
Umberto Veronesi -
Ministro della Sanità, Oncologo Tratto
da: L'Espresso, 30/11/2000
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| 3.7: Questo maiale
non può permettersi il minimo movimento, per mesi
deve vivere così. |
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| 3.8: Un tenero maialino che dorme
sereno, lontano dagli allevamenti intensivi. |
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| 3.9: "Scarti" di un allevamento:
un mucchio di cadaveri di oche in decomposizione. |
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3.10: Purtroppo i pesci non possono
farci
sentire le loro grida di dolore. |
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No
al pesce
I pesci hanno un sistema nervoso
complesso e come gli altri animali provano piacere e
dolore. La loro morte, sia che vengano pescati in mare
o provengano dagli allevamenti, avviene per soffocamento:
una sofferenza lunga e atroce che non viene tenuta in
alcuna considerazione.
Anche se i pesci non possono gridare il loro dolore
come fanno molti mammiferi terrestri, questo non toglie
che essi soffrano e siano animali coscienti. Questo
è quanto concludeva nel settembre del 1996 il
"Rapporto sul benessere dei pesci d'allevamento a cura
del Consiglio per il benessere degli animali d'allevamento"
su consultazione del Ministero dell'Agricoltura inglese:
L'evidenza scientifica mostra chiaramente
che il termine 'stress' è sicuramente rilevante
per quanto riguarda i pesci e che le modalità
secondo le quali lo stress si manifesta in essi sono
estremamente simili a quelle dei mammiferi.
Che il temine 'dolore' possa essere fondatamente utilizzato
riferendosi ai pesci è dimostrato da studi anatomici,
fisiologici e comportamentali, i cui risultati sono
molto simili a quelli degli studi compiuti su uccelli
e mammiferi. Il fatto che i pesci siano animali a sangue
freddo non significa che essi non possiedano un sistema
nervoso che permette di provare dolore e che questo
sistema sia effettivamente preposto a preservare la
vita e massimizzare l'idoneità biologica degli
individui.
Le cellule recettrici, i neuroni e le sostanze specializzate
nella trasmissione presenti nel sistema nervoso dei
pesci sono estremamente simili a quelli presenti nei
mammiferi.
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