| Circa
24.000 persone muoiono ogni giorno a causa della fame, della
denutrizione e delle malattie ad essa collegate.
Di queste circa 18.000 sono bambini. Ciò significa che ogni settimana muoiono circa 170.000 persone, ogni mese circa 700.000, ogni anno quasi 9 milioni.
In totale, un miliardo di individui non ha cibo a
sufficienza, mentre un altro miliardo consuma carne in maniera
smodata.
E' questo il problema di fondo: lo squilibrio nella distribuzione
delle risorse. L'attuale disponibilità di derrate alimentari
potrebbe consentire a tutti gli abitanti del pianeta di assumere
un numero sufficiente di calorie, proteine, e altri nutrienti
necessari.
Le produzioni attuali di cereali e legumi sarebbero sufficienti
a sfamare tutti, occorrerebbe solo consumare direttamente i
vegetali, anziché usarli per nutrire gli animali, con
un grave spreco (vedi la sezione Scelta ecologica per una discussione
sul consumo di risorse nella produzione di carne), e ridistribuire
le risorse in modo equo.
Il problema della ridistribuzione delle risorse non è
causato soltanto dallo spreco dovuto allo smodato consumo
di carne da parte dei paesi ricchi, è sicuramente più
ampio, ma questi specifici sprechi vi contribuiscono in maniera
significativa.
Nei paesi poveri sono state incentivate le produzioni di
cereali destinate ad essere esportate e successivamente utilizzate
come mangime per l'allevamento intensivo del bestiame, bestiame
che si trasforma in tonnellate di carne e va a costituire
la dieta squilibrata del Nord del mondo, dove l'emergenza
sanitaria è ormai costituita dall'obesità e
da tutte le malattie connesse alla sovralimentazione e all'eccessivo
consumo di prodotti animali, mentre il Sud del mondo si vede
sottrarre le proteine vegetali con cui potrebbe garantire
la sopravvivenza ai suoi figli.
Per approfondimenti:
Vacche grasse, bambini magri, foreste disboscate -
Vademecum con dati, schemi e grafici su impatto ambientale e sociale
|