| Negli animali
si concentrano i pesticidi usati per la coltivazione dei vegetali
che formano il loro mangime: si è stimato che negli USA
l'80% dei pesticidi e fertilizzanti viene utilizzato per la
coltivazione dei vegetali (cereali, semi oleosi e proteaginose)
destinati all'alimentazione degli animali d'allevamento.
Se l'uomo consumasse direttamente gli stessi vegetali, coltivati
nello stesso modo, ne mangerebbe molti meno: per incamerare
la stessa quantità di proteine, da alimenti vegetali
e dalla carne degli animali che consumano cibi vegetali, il
rapporto è di circa 1 a 16 (nel caso di carne bovina). Infatti,
per un grammo di proteine che l'animale "produce",
esso deve mangiare 16 grammi di proteine vegetali (perché
ovviamente, la maggior parte delle sostanze nutritive viene
usata nei processi metabolici dell'animale).
Questo implica che i pesticidi e i fertilizzanti si ritrovino
"concentrati" nella carne degli animali, e quindi
chi si ciba di carne è costretto a ingerirne molti di
più rispetto a quanto accadrebbe se consumasse direttamente
i vegetali.
Quando i mangimi contengono panelli di olii esausti, o sostanze
ancora più tossiche, il rischio è maggiore,
come è accaduto, ad esempio, nella vicenda dei polli
alla diossina, in cui questa sostanza era contenuta nei mangimi
degli animali.
Inoltre, negli allevamenti intensivi gli animali vengono
imbottiti di farmaci, per cercare di scongiurare le malattie
causate dallo stress da sovraffollamento
e dalla debolezza congenita di questi animali, frutto di manipolazioni
genetiche che danno luogo ad animali "iperproduttivi",
ma che si ammalano molto facilmente.
Ad esempio, negli allevamenti di maiali, quando gli animali
sono mantenuti sul grigliato, l'aria dei capannoni è
caratterizzata da un eccesso di ammoniaca ed altri gas, che
rappresenta un fattore irritante per le mucose delle vie respiratorie,
che determina uno stato di continua irritazione e a volte
porta a forme polmonari o bronchiali più gravi, per
cui la somministrazione di farmaci deve essere continua.
In Europa vengono consumate 5000 tonnellate di antibiotici
LEGALI, di cui 1500 per favorire la crescita artificiale di
polli, suini, tacchini e vitelli. A queste vanno aggiunte
tutte le sostanza illegali largamente impiegate, che molto
difficilmente
vengono scoperte nei controlli veterinari (che sono comunque
pochissimi, viene controllato un animale ogni 7000), perché
sono sempre diverse e se non si conosce a priori la sostanza
cercata non si possono eseguire test per scoprirne la presenza.
L'abuso di antibiotici è pericoloso perché
è all'origine del fenomeno della resistenza dei batteri
a un numero sempre maggiore di antibiotici, cosa che preoccupa
molto gli scienziati di tutto il mondo. Viene infatti in questo
modo favorito lo sviluppo di batteri, che, "allenati"
da questa continua esposizione agli antibiotici, si adattano,
diventando resistenti a questi farmaci, che su di essi
non hanno più effetto.
L'altro pericolo legato all'ingestione di farmaci dalle carni
degli animali è quello di cancerogenicità: in
Gran Bretagna un pollo su cinque e un uovo su dieci contengono
tracce di farmaci che possono far aumentare nell'uomo il rischio
di cancro.
La sindrome di "mucca pazza" ha scatenato nei consumatori
la corsa ad altri tipi di carne, nella speranza di una maggior
"sicurezza", mentre invece si verifica il contrario:
se contrarre il morbo di "mucca pazza" è
comunque ad oggi piuttosto improbabile, subire dei danni alla
salute per il consumo di carni ancora più "a rischio",
come quelle di vitelli, maiali, pollame conigli e pesci, è
praticamente certo, dato che per questi animali le condizioni
di allevamento sono ancora peggiori e i farmaci usati, di
conseguenza, sono molti di più.
Gli estrogeni sempre presenti in ogni tipo di carne provocano
anche diverse disfunzioni a livello ormonale negli esseri
umani. Ad esempio, nel
Centro di ginecologia dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Università
di Torino è stato verificato un aumento dei casi di
telarca (sviluppo delle ghiandole mammarie prima della pubertà)
nelle bambine, e come terapia è stata consigliata l'esclusione
dalla dieta di ogni genere di carne.
E' del luglio 2002 la notizia che gli allevatori olandesi
hanno voluto distruggere 50 mila maiali perché i test
per controllare se i mangimi sono stati contaminati da un
ormone vietato sarebbero costati troppo. Molti allevamenti
olandesi hanno ricevuto partite di carne contaminata con medrossi-progesterone-acetato
(Mpa), un ormone che mette a rischio la fertilità dell'uomo
e che in Europa viene usato solo a scopi terapeutici. Questa
volta le sostanze illegali sono state scoperte (e chi ne fa
le spese sono sempre gli animali), quante altre volte invece
non si scoprono (e ne fanno quindi le spese gli animali, e
i consumatori)?
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