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| I giovani vitelli sono per
loro natura giocherelloni mentre nei piccoli
box sono obbligati all'immobilità,
e non possono nemmeno leccarsi e lavarsi il
pelo. A sei mesi vengono inviati al macello |
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A pagare
il costo degli allevamenti intensivi sono innanzi tutto gli
animali allevati, ai quali sono imposte situazioni di estrema
sofferenza. Negli attuali allevamenti industrializzati, miliardi
di animali destinati al macello sono costretti a vivere incatenati
o chiusi in gabbie sovraffollate, incompatibili con le loro
esigenze fisiologiche, privati della minima libertà di
movimento, impediti nella pratica di istinti affettivi e sessuali,
mutilati, sottoposti a costanti terapie antibiotiche ed ormonali
(sia per prevenire l'esplosione di epidemie che per velocizzare
la loro crescita), ad un'illuminazione ininterrotta che impedisce
loro di dormire, nutriti con
alimenti inadeguati, chimici e innaturali (fino ai casi delle
mucche costrette
al cannibalismo), costretti a respirare un'aria satura di anidride
carbonica,
idrogeno solforato, vapori ammoniacali, polveri varie e povera
d'ossigeno.
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| Alla
fine del ciclo di ingrasso, i vitelli sono
pesanti ben oltre i limiti naturali. Non essendo abituati
a camminare, a causa della lunga immobilità,
rischiano di scivolare rompendosi le gambe
e procurando un danno commerciale. Per questo
motivo, durante il trasporto verso il macello,
le loro zampe posteriori vengono legate l'una all'altra |
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| Il valore
commerciale dei conigli è troppo basso
per preoccuparsi minimamente del loro benessere,
se qualcuno muore non è un gran danno |
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| Dopo
l'accoppiamento (con fecondazione artificiale)
le scrofe vengono trasferite in piccole gabbie
di ferro che le fasciano totalmente, impedendo
loro ogni movimento, compreso quello del semplice
girarsi su se stesse |
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Gli animali sfruttati in questo modo, oltre
a manifestare gravi patologie organiche
e psicologiche (galline che si uccidono beccandosi fra loro,
cannibalismo della
madre verso i piccoli fra i conigli, suini che si divorano
la coda), subiscono
menomazioni e manipolazioni genetiche.
Si tenta a volte di arginare l'aggressività
degli animali, ad esempio dei maiali, mettendo dei "giocattoli"
all'interno dei box, come vecchi copertoni, sui quali gli
animali si possono sfogare. Così, anziché rimuovere
la causa di stress si "cura" solo il sintomo, l'aggressività.
Le pecore sono, per ora, le uniche a vivere
per lo più all'aperto, ma sono tosate in maniera brutale
in pieno inverno, e sono costrette a sopportare i rigori dell'inverno
senza la protezione naturale del loro mantello.
Gli agnellini maschi sono uccisi a poche settimane di vita,
specialmente in occasione delle festività pasquali. Inoltre,
le pecore sono costrette a figliare continuamente, e non appena
sono meno "produttive" vengono macellate.
Un momento di grande sofferenza per le pecore
è quello della tosatura, durante il quale vengono maneggiate
molto rudemente dai tosatori, e spesso rimangono ferite durante
l'operazione. Nelle razze più pregiate viene procurata
una ferita circolare attorno all'ano, in modo che con la cicatrizzazione
si crei una zona che separa la lana dall'ano, e la lana non
si sporchi.
L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo che consuma
carne di cavallo. I cavalli arrivano dai paesi dell'est dopo
una vita di duro lavoro, con viaggi estenuanti in condizioni
infernali, per venire infine ammazzati nei nostri macelli.
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