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| Le mammelle enormi, quando
in piena attività, possono produrre
più di 40 litri di latte al giorno.
Sono tese, pesanti, dolenti |
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Le mucche "da latte" sono selezionate geneticamente
ed inseminate artificialmente per produrre quanto più
latte possibile. Dall'età di circa due anni, trascorrono
in gravidanza nove mesi ogni anno. Poco dopo la nascita, i
vitelli sono strappati alle madri (provocando in entrambi
un trauma), perché non ne bevano il latte, e rinchiusi
in minuscoli box larghi poche decine di cm, in cui non hanno
nemmeno lo spazio per coricarsi, e quindi neanche la possibilità di
dormire profondamente. Sono alimentati con una dieta inadeguata
apposta per renderli anemici e far sì che la loro carne sia
bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono
mandati al macello. La mucca verrà quindi munta per
mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una
quantità di latte pari a 10 volte l'ammontare di quello
che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello.
Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate
nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione
delle mammelle).
Per aumentare la produzione di latte, la
mucca è alimentata con proteine molto concentrate,
ma neppure queste spesso sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare
la continua richiesta di latte (in Inghilterra
hanno coniato un termine per definire questa pratica: "milking
off the cow's back", ossia mungitura del posteriore della
mucca). Ciò provoca una condizione chiamata acidosi,
che può rendere zoppo l'animale e ciò ogni anno al
25% delle mucche sfruttate nei caseifici. A circa cinque o
sei anni d'età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La
durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20
anni.
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