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| I macelli sembrano delle
"catene di smontaggio", ma gli
animali non sono macchine |
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La morte degli animali
allevati è preceduta da trasporti lunghi ed estenuanti
verso i mattatoi. Stipati nei camion, senza potersi muovere
per molte ore e spesso molti giorni, senza poter bere o mangiare,
soffrendo il caldo o le intemperie, arrivano al macello in
gravi condizioni di stress, spesso così debilitati
da non riuscire nemmeno ad alzarsi. Qui, a causa della rapidità
delle linee di macellazione (talvolta fino a 400 capi all'ora
ognuna) spesso non sono storditi in maniera corretta e sono
quindi coscienti quando viene loro tagliata la gola, quando
sono scuoiati, decapitati, squartati, o quando giungono nell'acqua
bollente delle vasche di scottatura. Un operaio di un macello
americano, nel corso di un'intervista, ha dichiarato che almeno
il 15% degli animali muore ogni giorno "pezzo dopo pezzo",
roteando gli occhi e muovendo la testa (alcuni suoi colleghi
usano protezioni da hockey per non subire gravi lesioni dagli
animali agonizzanti).
Per i suini il momento del macello è particolarmente
penoso, perché il numero delle uccisioni è altissimo,
anche 1000 animali in una mattinata. In queste situazioni
lo stordimento molte volte non viene ben applicato, e quindi
gli animali
vengono sgozzati, e poi gettati nelle vasche di acqua bollente,
ancora coscienti. Infatti, quando se ne esaminano i polmoni,
molto spesso si vede che contengono sia sangue che acqua,
il che dimostra che gli animali erano ancora
vivi e hanno respirato acqua bollente quando sono stati gettati
nelle vasche.
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| Questi polli sono stati appena
sgozzati e, ancora semi-coscienti, finiranno
in una vasca di acqua bollente per essere
spennati |
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L'unica morte davvero indolore renderebbe
necessario narcotizzare l'animale, ma questo non è
possibile, perché le sue carni devono poi essere mangiate.
Ma anche se esistesse un tipo di macellazione senza sofferenza,
è chiaro che non sarebbe comunque accettabile, perché
è l'idea stessa di uccidere un animale, come se potessimo
disporre della sua vita a nostro piacimento, che è
totalmente
inaccettabile da un punto di vista etico.
Per quanto riguarda i pesci, la loro morte
è ancora peggiore: muoiono asfissiati, in una lenta
agonia, muta, perché non siamo in grado di sentire i
suoni che emettono. A volte arrivano nei banchi delle pescherie
ancora vivi a terminare la loro agonia tra il ghiaccio. I crostacei
e i molluschi finiscono bolliti vivi.
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