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| Galline in gabbia col becco
tagliato. La vita in gabbia è una vera
tortura per questi animali |
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Per la produzione di uova, le galline sono costrette a vivere (fino
a gruppi di quattro)
in gabbie delle dimensioni di un foglio A3. Le loro ali si
atrofizzano a causa
dell'immobilità forzata; crescendo a contatto della
griglia di ferro della
pavimentazione, le loro zampe crescono deformi. Per aumentare
il profitto, molti
allevatori usano razze manipolate geneticamente, destinate
a soffrire ulteriormente, a causa di dolorosi disturbi ossei
e difetti della spina dorsale.
Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini
maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre
uova, né adatti alla produzione di carne di pollo) sono gettati vivi in un tritacarne, o soffocati in buste
di plastica, o schiacciati in apposite macchine per diventare
mangime, mentre a quelli femmina viene tagliato il becco per
impedire loro di beccare a morte le compagne. Questa procedura,
che comporta il taglio di tessuti teneri simili alla carne
che gli umani hanno sotto le unghie, è così
dolorosa che molti pulcini muoiono per lo shock. Inoltre,
questa operazione lascia spesso scoperti i terminali nervosi
presenti nel becco, determinando così un dolore continuo
per tutta la vita dell'animale.
Non appena la produttività delle galline diminuisce
sotto il livello
fissato, di solito dopo 2 anni, sono sgozzate per diventare
carne di seconda scelta.
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| I polli da ingrasso sono tenuti
liberi in capannoni affollatissimi, per ogni
animale lo spazio disponibile è di
20-30 cm quadrati. In 38 giorni gli animali
raggiungono il peso ottimale per la vendita,
un peso enorme raggiunto in troppo poco tempo,
così che la struttura ossea non riesce
a rinforzarsi a sufficienza per reggerlo |
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I polli "da carne"
non godono certo di un trattamento migliore: sono allevati in
capannoni affollatissimi, fino a 10-15 polli per metro quadrato,
sotto la luce sempre accesa, perché crescano in fretta.
A 45 giorni vengono ammazzati, mentre in natura potrebbero vivere
fino a 7 anni.
La stessa sorte tocca ai tacchini. Le oche sono ancora più
sfortunate, perché vengono sottoposte al "gavage":
immobilizzate, vengono ingozzate con un imbuto fino a che il
loro fegato si spappola, per produrre così il famoso
"paté de foie gras". Anche i fagiani sono allevati
in batteria, per poi essere liberati e poter servire da bersaglio
ai cacciatori, o, nella migliore delle ipotesi, ai predatori
che si trovano nelle riserve di caccia.
Se non uccisi da cacciatori o predatori, muoiono
ugualmente dopo pochi giorni perché non sanno procurarsi il cibo da
soli.
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