| Le nuove
biotecnologie applicate agli animali d'allevamento per l'alimentazione
umana creano animali transgenici a cui è stato modificato
il patrimonio genetico
affinché producano di più, più carne, più
latte, o si ammalino di meno.
Per produrre di più si usa l'ormone somatropo, ottenendo
così un ingigantimento degli animali. Le conseguenze
negative per gli animali sono sostanzialmente quattro:
1. l'inserzione di geni estranei nei cromosomi degli
animali è del tutto casuale e sovente crea individui
non vitali o con malformazioni che causano sofferenza.
2. Il gene impiantato (transgene) può distruggere
parte dei geni naturali dell'animale ospite, e dare di nuovo
origine a esseri non vitali. Ad esempio, in un esperimento
sono nati dei topi con gravi anomalie, quali la mancanza
degli arti posteriori, spaccature nel muso, ed enormi difetti
cerebrali.
3. Non sempre si riesce a fissare la trasformazione
voluta, e quindi occorre ripetere centinaia di volte la stessa
manipolazione su altri animali, fino a sviluppare con successo
la linea desiderata, causando così sofferenze
e morte a un numero elevatissimo di animali.
4. I transgeni potrebbero avere effetti mutanti sui
vari organi dell'animale. Per esempio, introducendo il fattore
di crescita umano nel codice genetico di
un maiale, si sono ottenuti maiali con gravi anomalie, eccessivamente
pesanti e non in grado di reggere il proprio peso, oppure
artritici, strabici, letargici.
Vi sono conseguenze anche sulla salute umana: per anni si
è lottato contro la somministrazione di ormoni di tipo
sessuale agli animali, e questa pratica
continua illegalmente tuttora. Con l'introduzione di ormoni
attraverso l'ingegneria genetica, si ricade nello stesso problema,
e si pongono rischi analoghi
a quelli derivanti dall'uso di ormoni in altre forme.
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