In Italia gli animali da allevamento producono
annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso
contenuto organico, che non possono essere usate come fertilizzante.
Attualmente, lo smaltimento di questi liquami avviene per spandimento
sul terreno, il che provoca un grave problema di inquinamento
da sostanze azotate, che causa inquinamento nelle falde acquifere,
nei corsi d'acqua di superficie, nonché eutrofizzazione
nei mari.
Anche i farmaci somministrati agli animali possono passare
nell'ambiente con i reflui e residuare nei suoli, nei vegetali,
nelle acque e quindi negli alimenti di cui si ciba l'uomo,
come le verdure o il pesce.
Calcolando il carico equivalente, ovvero trasformando il
numero di animali in quello equivalente di popolazione umana
che produrrebbe lo stesso livello di inquinamento da deiezioni,
in totale, in Italia, gli animali equivalgono ad una popolazione
aggiuntiva di 137 milioni di cittadini, cioè più
del doppio del totale della popolazione.
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