| Nel trasformare vegetali in proteine animali,
un'ingente quantità delle proteine e dell'energia contenute nei vegetali viene sprecata:
il cibo serve
infatti a sostenere il metabolismo degli animali allevati, ed
inoltre vanno considerati i tessuti non commestibili come ossa,
cartilagini e frattaglie, e le feci.
Esiste il cosiddetto "indice di conversione", che
misura la quantità di cibo necessaria a far crescere
di 1 kg l'animale. Ad un vitello servono 13 kg di mangime
per aumentare di 1 kg, mentre ne servono 11 a un vitellone
(un bue
giovane) e 24 ad un agnello. I polli richiedono invece solo
3 kg di cibo per ogni kg di peso corporeo. Se si considera
poi che l'animale non è tutta carne, ma vi sono anche
gli "scarti", queste quantità vanno raddoppiate.
Il rendimento delle proteine animali è ancora più
basso.
Un bovino, ad esempio, ha un'efficienza di conversione delle
proteine animali di solo il 6%: consumando cioè 790
kg di proteine vegetali, produce meno di 50 kg
di proteine.
L'economista Frances Moore Lappé fa notare come, nel
1979, 145 milioni di tonnellate di cereali e soia siano stati
utilizzate negli USA come mangime per gli
animali. Di queste, solo 21 milioni sono state poi rese disponibili
per l'alimentazione umana in forma di carne, latte e uova.
I 124 milioni
di tonnellate di cibo vegetale sprecato avrebbero fornito
una porzione di cibo nutriente per tutti gli esseri umani
della Terra, ogni giorno, per un anno.
Oltre allo spreco di energia necessaria per il funzionamento
dell'organismo, va contata l'energia necessaria per la coltivazione
del cibo per gli animali e per il funzionamento degli allevamenti
stessi.
Dal punto di vista dell'uso di combustibile fossile, per ogni
caloria di carne bovina servono 78 calorie di combustibile,
per ogni caloria di latte ne servono 36,
e per ogni caloria che proviene dalla soia sono necessarie
solo 2 calorie di combustibile fossile, un rapporto di 39:1
a sfavore della carne.
Jon R. Louma afferma che per ogni caloria ingerita dall'americano
medio, servono 9.8 calorie di carburante fossile, quindi in
un anno un americano "mangia" 13 barili di petrolio.
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